JARVIS DESK: una SCRIVANIA MOTORIZZATA da sogno

JARVIS DESK: una SCRIVANIA MOTORIZZATA da sogno


Io passo parecchio tempo alla scrivania, e
questo la rende per me uno spazio importante e al quale dedico molta cura.
Così, quando ho deciso che questa era l’estate giusta per ristrutturare l’appartamento
sapevo che sarebbe stata anche l’occasione perfetta per realizzare finalmente il mio
dream setup, la scrivania dei sogni, e nel momento in cui l’azienda che produce la
Jarvis Desk ha accettato di mandarmi uno dei loro modelli, ero completamente in fissa.
Il perché l’avrete letto nel titolo: si tratta di un piano motorizzato. Piccolo disclaimer: questa è solo la recensione
della scrivania. Vi parlerò di alcuni accessori che mi hanno consentito di renderla più funzionale
ma tralascerò tante altre cose perché sono ancora provvisorie. Per un video completo
sul setup, la nuova postazione, ecc ci rivediamo quando i lavori saranno finiti, realisticamente
non prima di settembre. Comunque, il punto di forza della Jarvis è
proprio quello di poter variare l’altezza del piano di lavoro da un minimo di 60 a un
massimo di 125 cm: in pratica la potrete usare da seduti, da in piedi e persino stando in
ginocchio, molto zen come cosa. Tutto ciò in maniera assolutamente semplice
e intuitiva: è infatti presente una pulsantiera con due tasti per controllare manualmente
salita e discesa e quattro per memorizzare dei preset; per farlo basta raggiungere l’altezza
desiderata, premere M e selezionare uno dei numeri.
Sempre il tasto M, se premuto per 8 secondi, abilita e disabilita la modalità Lock, che
blocca i motori in modo che eventuali pressioni accidentali non facciano muovere la scrivania.
E rimanendo ancora un attimo sui motori, due sono le cose che ho apprezzato davvero tanto:
la prima è l’efficienza, nel senso che non solo sono reattivi e veloci ma anche estremamente
silenziosi, la seconda è che c’è un sistema di sicurezza in grado di bloccare automaticamente
il movimento qualora ci siano degli ostacoli, che sembra una cosa da poco, ma può salvare
da distrazioni che potrebbero costare migliaia di euro di attrezzatura. Insomma, dal punto di vista tech non le si
può dire niente. Stessa cosa vale per l’assemblaggio (molto facile grazie al chiaro manuale delle
istruzioni fornito in dotazione) e per la stabilità.
Tuttavia, il punto forse più positivo in assoluto della Jarvis Desk, è la personalizzazione
in fase di acquisto: non solo potrete scegliere il colore del piano (bianco, nero e noce),
ma quello delle zampe e della struttura metallica. E poi naturalmente potrete decidere se avere
una superficie rettangolare o con un lato curvo, di quali misure e con quanti accessori. Struttura che regge fino a 160 kg di carico
e piano che io ho scelto di 160×80 cm. È veramente ampio e questo mi consente di tenere
insieme e allo stesso tempo in ordine i miei dispositivi: dall’hard disk al computer,
dalla Play Station al monitor, dalla soundbar alla console per la color fino alle ultime
due aggiunte ovvero un Google Home Mini e una lampada della Aukey. Lampada che mi sono
fatto mandare proprio nell’ottica di inserirla nel setup in quanto non solo è carina e minimale
ma pure versatile: le varie parti sono snodate per direzionare al meglio la luce e ha cinque
livelli di luminosità, cinque gradi di temperatura colore, una modalità notte e un timer. Purtroppo
è in plastica nera lucida, che vuol dire polvere e ditate a vista in tempo zero, ma
ormai me ne sono fatto una ragione: il matte black non piace ai produttori.
Per quanto riguarda il Google Home Mini l’ho messo perché mi consente di controllare con
la voce la striscia LED della iLintek che ho fissato dietro la scrivania. Striscia con
cui mi sto trovando decisamente bene: costa la metà delle più blasonate Philips Hue
ma ne possiede tutte le funzioni, dal controllo vocale e tramite app, all’impostazione della
luminosità e del colore, al timer. E tra l’altro, tramite i controlli vocali l’accensione
è immediata, non ci sono ritardi, quindi sono super soddisfatto.
Oltre al modello da 2 metri che è quello che vi ho appena mostrato, ce ne sono anche
da 3 e da 5; io me ne sono già fatto mandare uno da 3 che mi servirà per la nuova postazione
di registrazione che realizzerò quest’estate e molto probabilmente ne comprerò un altro
da 2 per metterlo dietro al monitor. Monitor che ho sospeso grazie a un supporto
meccanico il quale mi ha consentito di risparmiare spazio togliendo la base proprietaria piuttosto
ingombrante e che grazie alle braccia snodate mi consente di alzarlo, abbassarlo e ruotarlo
a piacere. Lo trovate in descrizione insieme a tutto il resto. Tornando alla scrivania, prima ho menzionato
gli accessori. Sì perché l’azienda non si limita a vendere la Jarvis, ma fornisce
parecchie aggiunte utili. Per esempio, durante la fase di personalizzazione
io ho scelto di avere un cassetto a scomparsa (sottile e di plastica ma molto più spazioso
di quello che sembra e con delle solide rotaie), due ganci magnetici che reggono fino a 15
kg ciascuno (potrete appenderci uno zaino carico di libri e non si scomporranno minimamente)
e due ampi portacavi. Parlando proprio dei cavi, se come me siete
malati e non volete vederne nemmeno l’ombra, rappresenteranno una sfida alquanto interessante.
Quello che ho fatto io è stato fissare due ciabatte elettriche alla struttura metallica:
in questo modo, con un solo filo dalla presa a una delle due ciabatte ho potuto alimentare
ciò che vedete sopra, di fianco e sotto il piano, compresa la scrivania stessa.
Dopodiché ho sfruttato i due buchi presenti sugli angoli e i due fermacavi aggiuntivi
per mettere in ordine tutto quanto. Tra l’altro, per sistemare mi è tornato
decisamente utile il caricabatterie da 75W della Satechi, non economico (75€) ma con
due punti positivi che per me erano fondamentali e me l’hanno fatto preferire ad altre soluzioni.
Il primo è che non si attacca direttamente alle prese elettriche ma utilizza un cavo:
tanti altri caricatori (multipresa o comunque che hanno bisogno di erogare una certa potenza)
sono ingombranti e non sarebbe stato possibile attaccarli alle ciabatte, con questo invece
il problema non si pone. Il secondo motivo è che sono presenti due
porte USB e soprattutto due USB-C Power Delivery da 60 e 18W e con quella da 60 posso alimentare
tranquillamente il Mac senza bisogno di usare il caricabatterie originale che, appunto,
è enorme. Insomma, con qualche aggiunta sono riuscito
a ottenere un risultato che, per quanto non definitivo perché con i lavori di quest’estate
potrebbero cambiare un po’ di cose, è più che soddisfacente. Per concludere, dopo un mesetto e mezzo di
test posso ufficialmente affermare di essermi innamorato di questa scrivania.
L’unico appunto, nel caso siate interessati all’acquisto, è che se venite da una postazione
piena di mensole, ripiani, cassetti, ecc, molto probabilmente insieme alla Jarvis vi
servirà anche un mobiletto da ufficio, e questo ci porta a quello che secondo me è
l’unico grande punto negativo: un solo piano è un limite e se uno vuole un setup bello,
pulito ed elegante rischia di dover spendere in accessori alcune centinaia di euro, oltre
ai 600 di partenza. Poi queste ovviamente sono valutazioni che
ognuno deve fare in base alle proprie esigenze; quello che posso dirvi io è che è vero,
la scrivania è cara, ma è un prodotto di altissima qualità. Perfetto, tutti i prodotti di cui vi ho parlato
li trovate in descrizione, ricordatevi che acquistando qualsiasi cosa tramite i miei
link Amazon mi sosterrete perché mi arriverà una piccola percentuale (naturalmente a voi
non costerà nulla di più) e se poi la recensione vi è piaciuta un bel like, un commento e
una condivisione mi aiutano a crescere. Noi ci vediamo prossimamente sempre qui su
YouTube.

13 thoughts to “JARVIS DESK: una SCRIVANIA MOTORIZZATA da sogno”

  1. ma con te che pesi 4 grammi non vale il test di resistenza ahahahahah
    bellissimo il montaggio del video

  2. Ciao Neek ho un dubbio sul caricatore da 75 watt, se lo usi solo per caricare il mac quando è spento/standby ok, ma in caso di lavoro intenso non ti limita le prestazioni? Io ho tale problema con il mio Dell che ha un alimentatore da 95 W/h quando lo uso con alimentatore da 65 W/h.
    Molto bello il sostegno da muro per il monitor, io ne cerco uno che si possa mettere sulla scrivania (senza forare il muro) ma che possa essere estensibile, tu ne conosci qualcuno? Io ho cercato ma non ho mai trovato nulla.
    Grazie e bel video

  3. Ottimo video, lo aspettavo da quando ho visto l'unboxing. Belle riprese e descrizione del prodotto molto accurata. Complimenti!

  4. Nik, lo sai Che ti seguo sempre e che sei il mio pusher di fiducia di tecnologia, ma esce l'interior designer Che c'è in me: il piano dovrebbe essere in zebrano, in palissandro rio o in ebano violetto. Anche in radica di Erica… Un po'di legno, perdio!
    Vabbè, la prossima volta consulta la tua sfera di cristallo!
    Smack, tvb!
    Ps: il legno è isolante e perciò scarica i campi magnetici.

  5. Bel passo in avanti, mi sono iscritto al canale tanto tempo fa.. ai tempi delle custom rom!!! complimenti!

  6. Ciao Niccolò pure io ho una scrivania motorizzata e non posso farne più a meno complimenti per il video sempre di altissima qualità 😁👍

  7. Bell video ottima dimostrazione ,ben descritto, ci stò facendo un pensierino perchè me ne serve una grazie Nicolò, by Alex

  8. Direi che è inutile questa scrivania. Bel video ma l'audio è pessimo. Un microfono migliore è un buon inestimento.

  9. anche io ho la lampada Aukey, prende un sacco di polvere quella maledetta ma fa una discreta luce. forse era meglio qualcosa di smart tipo la nuova Xiaomi

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